Razza
Per ogni documento riguardante l'Accademia delle Razze, Anatomia, caratteristiche, carattere, legami di sangue, eventuali disposizioni.. si invitano i confratelli ad aggiornarsi tramite il Forum Del Magisterum Noctis o tramite Bachecha Interna (Bollettino di Governo, la Voce delle Gilde e dei Clan, Vicende d'Armi e d'Onore).
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VAMPIRI 
(allineamento Negativo)
Quella notte la Dea che aveva assunto forma mortale riposò su un giaciglio a pochi passi da quello di Simeht. I due sognarono, e il sogno fu lo stesso per entrambi, ed era la visione dell`equilibrio di forze cosmiche e dal sogno nacque la bellissima Veddharta: la rilucente di grazia.
Themis percosse Veddharta e Carestia la infilzò con la sua spada, Veddharta cadde sulle ginocchia e Morte le fece bere il suo sangue, ma lei non morì poiché era figlia di Themis e venne scacciata sulla terra; aveva assaggiato la Morte ma era sopravvissuta; la Dea la punì maledicendola con l`eterna sete e l`eterno pellegrinare. E Veddharta fu sola, e rifuggiva gli occhi delle razze perché la maledizione che gravava su di lei era portentosa. La sua solitudine la spinse però a ricercare la compagnia di chi si nutriva ed ecco che uno dopo l`altro donò il bacio oscuro...
Fu così che nacque la razza dei VAMPIRI.
*Il brano è tratto dai preziosi Tomi costuditi, vigiliati e raccolti dalla Gilda dei Detentori dell`Arcana Saggezza *
Massimale Forza: 90 Massimale Mente: 85
Bonus 1: Morso
I vampiri in unica azione possono estrarre i canini e mordere (al fine di sfamarsi) un umano estraendone il sangue in quantità non tale da ucciderlo, azione rapidissima a patto di essergli accanto.
Bonus 2: Controllo del Sangue
I vampiri sono in grado di alterare la distribuzione del sangue nel proprio corpo in una unica azione, concentrandolo o distribuendolo a piacimento. Questo consente una limitata rigenerazione per piccole ferite.
Malus: Non possono accedere a luoghi aperti di giorno
SKILLS
Skill di Trasformazione: Nebbia
Durata: 0,00 ore
Tentabile ogni: 8 ore
Dopo alcuni istanti di intensa concentrazione, inizia la trasformazione da Vampiro (sembianza umana) a nuvola di nebbia. Le misure della nuvola , appena terminata la trasformazione ,sono di poco superiori al corpo in sembianza umana, sia per l`altezza che per la larghezza. In tale stato aeriforme tuttavia, pur rimando il volume dellla nebbia costante, la forma può cambiare. In tale stato aeriforme il vampiro non può parlare. La skill potrà essere utilizzata solo dopo tre azioni: la prima di concentrazione la seconda di mutazione e la terza di stabilizzazione dello stato aeriforme.
Skill di Attacco: Vivido Incubo
Durata: 0,00 ore
Tentabile ogni: 12 ore
Il vampiro è in grado, mentre tocca una preda, di bruciare le proprie riserve di linfa vitale (sangue) e trasformarle in un breve impulso elettrico. Così facendo sarà possibile per il vampiro trasmettere un forte shock al sistema nervoso della vittima, il quale interpreterà tale stimolo come una sensazione di pericolo e di timore scaturite dalla vista di una creatura orribile e minacciosa.
Skill di Difesa: Sensi amplificati
Durata: 1,00 ore
Tentabile ogni: 8 ore
Lunghi studi sull`utilizzo delle proprietà della loro vitae ha portato i Vampiri a trovare modo per aumentare, sfruttando proprio il potenziamento permesso dall`uso del sangue, per un periodo limitato le loro capacità sensoriali. In caso di riuscita della skill il vampiro, bruciando parte delle sue riserve di sangue, potrà amplificare le proprie percezioni sensoriali. In presenza di una minima fonte luminosa (quindi non nel buio totale ed ancor meno in presenza di buio magico) la vista del vampiro gli consentirà di vedere ciò che lo circonda nello stesso modo in cui un gatto vedrebbe nelle stesse condizioni. Allo stesso tempo anche l`udito sarà più sottile, paragonabile quasi a quello di un lupo.
CARATTERISTICHE
Carattere: I Vampiri risultano essere caratterialmente una razza sostanzialmente forte, che si esprime però attraverso una infinita molteplicità di sfumature a volte anche contrastanti tra loro.
Combattuti tra i più bassi istinti predatori ed i più alti stimoli intellettuali, proveranno intensamente il bisogno di cacciare e allo stesso tempo vorranno apprendere e scoprire maggiormente quanto sono divenuti in grado di fare con i poteri conferiti dal controllo sulle riserve di sangue.
Un vampiro presenterà quindi un allineamento compreso tra la totale neutralità e la malvagità più assoluta, tenendo però presente che il carattere negativo è nettamente preponderante in questa razza e che gli esponenti dal credo neutrale sono una ristretta minoranza.
Longevità: L`età apparente e quindi l`aspetto fisico del vampiro rimarrà "congelata" a quella avuta al momento dell`Abbraccio, ovvero nel momento del passaggio dalla Vita ad uno stato di Non-Vita. In questo senso la razza non è soggetta ad invecchiamento esteriore. I vampiri hanno così un`aspettativa di "vita" pari all`eternità, poiché non sono soggetti a morte per vecchiaia.
Assai più importante seppure non deducibile approssimativamente se non dai consimili, è la reale età del Vampiro, cioè l`intervallo temporale intercorso tra l`oggi ed il momento dell`abbraccio, che per un sanguine equivale alla nascita. Tanto più antico sarà il vampiro, tanto maggiore sarà il controllo delle prerogative razziali.
Riproduzione: I Vampiri, il cui apparato riproduttivo è sterile, non possono riprodursi per accoppiamento, nè tra di loro nè con altre razze.
La nascita e l`età di un vampiro vengono considerate dal momento dell`Abbraccio, ovvero quando il Sire ha privato il futuro vampiro, ancora umano, di tutto il suo sangue e gli ha fornito per via orale alcune gocce del proprio. Tali gocce vengono metabolizzate dall`organismo ancora umano ed innescano il processo di trasformazione che porta il soggetto a divenire un vampiro: questo è il momento della "Seconda Nascita".
Sonno: Un vampiro non dorme. Ciononostante sarà certamente più attivo durante la notte e, preferenzialmente, cercherà di limitare i suoi spostamenti nel periodo dal tramonto all`alba. E` comunque abile durante le ore diurne, sebbene la presenza del sole l`indebolisca.
Morte e Ferite: Sebbene capaci di rigenerarsi, non si devono considerare i vampiri come invincibili o immortali. Torpore e Morte Ultima sono sempre possibili, e per entrambi il ritorno in "vita" del vampiro è subordinato ad adeguato rituale.
Un numero adeguato di ferite che comporti una perdita di vitae eccessiva, oppure un colpo diretto alla sacca possono ridurre il vampiro in torpore. Dalle piccole ferite, invece, il sanguinamento può essere impedito senza eccessivi sforzi, semplicemente muovendo il sangue all`interno del corpo ed allontanandolo dalla parte lesa.
La decapitazione, invece, o il danneggiamento del cervello, conducono inesorabilmente alla Morte Ultima, con la conseguente trasformazione in cenere del corpo del vampiro. Il sole, inoltre, nemico per eccellenza dei non morti, provoca ustioni la cui rigenerazione è ardua; un`esposizione prolungata ai suoi raggi non potrà essere rigenerata, conducendo il vampiro al torpore e talvolta causando la precedente frenesia del non-morto. Esposizioni ulteriori del vampiro in torpore conducono inevitabilmente alla morte ultima.
Rigenerazione: occorre fare un distinguo tra quelle lievi (tagli, escoriazioni), quelle gravi (ferite profonde, fratture) e le amputazioni. Nel primo caso la rigenerazione avverrà, seppure a prezzo di un consumo di vitae relativamente cospicuo, in modo pressochè automatico. Ferite di maggiore entità richiedono invece uno sforzo cosciente del vampiro ed un tempo proporzionale alla gravità della lesione, il tutto rapportato all`anzianità del vampiro che, ovviamente, facilita la rigenerazione quando è elevata.
In caso di amputazione di una parte corporea che non comporti, per la gravità della lesione, una perdita di vitae tale da condurre il vampiro in torpore, la rigenerazione può avvenire in due modi distinti:
- la parte corporea distaccata dal corpo tende a degradarsi in tempi relativamente brevi. Se entro 24 ore questa non viene ricongiunta al corpo del vampiro (tramite semplice sutura) diverrà cenere. In caso in cui la ricongiunzione sia fattibile, invece, il Vampiro dovrà rigenerare tessuti ed eventuali ossa nell`area suturata, in tempi dipendenti dall`estensione della ferita e dell`anzianità del non-morto.
-se la parte corporea amputata non è ricongiunta al corpo, il vampiro dovrà rigenerare i tessuti spontaneamente; questo processo sarà molto lungo, vieppiù quando è coinvolto l`apparato osseo, e causerà un forte dispendio di vitae.
Frenesia: Capitolo a parte va dedicato alla Frenesia. Questo stato insorge quando il vampiro si trova, per denutrizione o ferite, in condizione d`aver scorte di sangue troppo esigue per garantirne il sostentamento. Se la perdita di sangue da ferite, repentina, porta il vampiro al Torpore, questo stato intermedio sopravviene quando la scarsità di vitae nel corpo del non morto fa scattare quella parte istintiva tesa alla sopravvivenza. Le altre ragioni per cui può sopraggiungere questo stato sono eventuali stati di forte stress emotivo o l`esposizione ad un numero elevato di auree angeliche, seppure per i vampiri anziani questo sia decisamente improbabile, mentre è assai più frequente in coloro la cui seconda vita è iniziata da poco.
Quando un Vampiro è soggetto a Frenesia il suo unico scopo è nutrirsi per ripristinare le scorte di Vitae. Per raggiunger lo scopo non guarderà in faccia a niente e nessuno, ed attaccherà quindi, indistintamente, amici e nemici. Mostrerà nella maggior parte dei casi una forza superiore a quella consueta, ed analogamente la sua reazione alle ferite risulterà minima. Solo allorchè la necessità verrà placata tornerà la ragione e lo status "normale".
Un ultimo appunto va fatto circa la percezione del dolore da parte di un Vampiro. Questi, essendo in grado di assumere il controllo del proprio corpo, sarà in grado di escludere parte delle proprie terminazioni nervose, riuscendo a ridurre o ad escludere del tutto il dolore causato da una ferita. Ovviamente le conseguenze della lesione e l`eventuale inabilità restano tali.
Veleni: I vampiri sono parzialmente immuni ai veleni, dal momento che molti di essi agiscono a livello di organi o di sistemi oramai da loro inutilizzati o in qualche maniera controllabili mediante uno sforzo di volontà (si veda sistema nervoso in caso di ferite).
Le sostanze che in maniera più o meno grave compromettono la non-vita del vampiro sono quelle in grado di agire sul sangue producendo danni a seconda del loro livello di diffusione.
In caso di contaminazione con questi veleni si tenga conto che essi possono portare allo stato di torpore nel momento in cui riescano a giungere alla sacca, dove è contenuta l`intera riserva degli eterni.
Nel caso di contaminazione limitata a un punto sarà possibile isolarlo (mediante osmosi) per il tempo necessario perchè il veleno cessi il suo effetto.
(Se dovessero essere feriti da una lama avvelenata ad una gamba possono allontanare il sangue da lì, al costo di averla momentaneamente inutilizzata fino alla fine dell`effetto del veleno, altrimenti rischiano di diffondere le tossine altrove).
I vampiri si presentano immuni a tutti gli altri veleni che non agiscono sul sangue (ad esempio quelli che provocano arresto cardiaco, paralisi dei centri nervosi ecc.)
Patologie e Cure: In quanto non-morto, il Vampiro è immune alle malattie.
RAPPORTI CON LE ALTRE RAZZE
L`indole dei Vampiri è alquanto varia, ed è quindi impossibile effettuare una generalizzazione che sia valida per tutti indistintamente. Tendenzialmente, comunque, il Vampiro avrà un`alta concezione di sè, in quanto essere spesso centenario elevato dalla condizione umana a quella di non-morto, e questo lo porterà ad un atteggiamento spesso di sufficienza verso le altre razze, talvolta mascherato da atteggiamenti di comodo.
Non si deve però pensare che i Vampiri siano avulsi dal provare rispetto o, in taluni casi, affetto verso esponenti di razze diversa dalla propria; questo, come già detto, fa parte del patrimonio del singolo derivante dalle esperienze vissute, dal contesto nel quale "vive" e dalla sua personalità.
Gli unici punti "fissi" circa i rapporti di razza sono comunque i seguenti:
Angeli: rapporto negativo. In quanto esseri di luce sono la summa di ciò che il vampiro avversa.
Mannari: rapporto negativo. Per non parlare proprio di odio reciproco.
Umani: i rapporti con gli umani vanno dall`indifferenza, all`eleggerli loro fonte di nutrimento (anche qua secondo le metodologie più disparate, dalla coercizione a rapporti più o meno stabili) fino d arrivare ai rari casi in cui il vampiro decida di far dell`umano la sua progenie (Vedere capitolo Nascita)
Due casi specifici meritano ulteriore approfondimento:
- Bambole di sangue:
Viene così definito un umano il cui sangue è d`esclusivo appannaggio d`un vampiro. Non esistono motivazioni fisiche perchè questo avvenga, ma solo profondi coinvolgimenti psicologici che fan si che l`umano non desideri concedere ad altri la propria vitae, arrivando ad opporsi qualora cerchino di approfittare di lui con la forza. Di concerto da parte del Vampiro v`è il riconoscimento dell`umano come "eletto" rispetto ai propri simili ed un indiscusso senso di possesso nei confronti dell`umano e della sua vitae.
- Ghoul: Come per un Vampiro è possibile instaurare un legame di sangue grazie all`assunzione di Vitae di un altro vampiro, così per gli umani esiste una condizione per cui, dopo aver assunto per tre volte in tre differenti momenti Vitae vampirica, essi divengono Ghoul.
Un Ghoul altri non è che un umano asservito al Vampiro la cui vitae ha assunto; la forza del legame cresce ad ogni assunzione fino a raggiungere l`apice dopo la terza. Sintetizzando gli effetti crescenti di questo legame si può dire che:
- dopo il primo sorso il legame è ancora debole; non influenzerà usi e costumi dell`umano ma lo porterà ad una ricerca, che per egli potrà anche parer casuale, del Vampiro, la cui vicinanza risulterà necessaria e benefica.
- dopo il secondo sorso il legame risulta più forte, seppure non ancora di asservimento. L`umano però non potrà ad esempio nuocere al Vampiro, ed egli a sua volta potrà facilmente persuadere l`umano a compiere azioni anche in contrasto col suo normale modo di agire.
- dopo il terzo sorso il legame è completo. L`umano risulta completamente asservito al Vampiro, seppure non eseguirà mai atti autolesionistici. Il Vampiro diviene comunque la figura centrale della vita dell`umano, portata ben al di sopra di qualsivoglia legame precedente, foss`anche di parentela.
Questo legame non è necessariamente eterno ed immutabile; la lontananza del Vampiro e la mancanza di periodiche assunzioni della sua vitae fa sì che l`asservimento dell`umano lentamente vada a cessare. Assunzioni, invece, ripetute mantengono saldo il legame, rafforzandolo. Tendenzialmente, dopo circa dieci giorni senza che il rituale venga ripetuto, il legame retrocederà di un livello. Non è comunque sufficiente l`assunzione della vitae di un altro Vampiro, nè lo sono morte ultima e torpore. Solo il tempo e/o la volontà del Vampiro sono in grado di rescindere il legame.
EFFETTI DI SANGUE
Umani: il sangue umano è da sempre l`alimento principe dei vampiri, i quali trovano nella razza umana la loro principale e prediletta fonte di sostentamento. Effetti collaterali: nessuno.
Vampiri: la vitae dei propri simili è per il vampiro l`alimento più sublime, seppure non in termini di mera capacità nutrizionale possa esserne misurata la forza. Il sangue di un antico, in special modo, ha qualità e forza intrinseche derivanti dalle qualità del vampiro che lo dona. E` raro che un vampiro conceda la propria vitae, e mai lo fa con leggerezza.
Effetti collaterali: la vitae assunta da un vampiro fa si che questi contragga un legame di subordinazione rispetto al vampiro donatore. Questo legame può esser rafforzato e prolungato nel tempo da reiterate assunzioni, e, se desiderato, può esser reciproco.
Sintetizzando, il legame di sangue tra vampiri si esplica su tre livelli. Ogni successiva assunzione l`innalza da una blanda attrazione verso i l Vampiro donatore (primo livello) a forti sentimenti, tali da comportare modifiche comportamentali nel vampiro che ha assunto la Vitae, che subirà l`influenza del Vampiro donatore il quale avrà una notevole capacità persuasiva (secondo livello). Dopo il terzo sorso di sangue (terzo livello) il legame è completo, ed il Vampiro donatore diviene figura cardine nell`esistenza di colui che ne ha assunto la vitae, che obbedirà a qualsiasi imperativo del primo, salvo, forse, ad un ordine che ne comporti la fine ultima o il torpore
Mannari: per quanto un vampiro provi verso la razza dei mannari un generico e diffuso odio razziale, il loro sangue risulta assimilabile. Diverso da quello umano solo per limitati aspetti, risulta molto potente, e la sua capacità di fornire nutrimento è circa doppia rispetto a quella fornita dal sangue umano, e tanto più forte quanto pura è la stirpe del mannaro. Può quindi accadere che certi vampiri trovino un perverso piacere nell`assumere questo sangue, sia per la sua potenza, sia come sfida verso la propria natura e/o verso quella della loro occasionali vittime.
Effetti collaterali: un`assunzione cospicua di sangue mannarico provoca nel vampiro che l`assume un temporaneo stato di alterazione. Finchè il sangue non sia stato metabolizzato, oppure sufficientemente diluito dall`assunzione di altri tipi di sangue non "tossici", il vampiro può provare forte eccitazione, esser soggetto a paranoia o a esplosioni d`ira, fino a rasentare la follia. Gli effetti durano fino a circa 12 ore salvo rigetto del sangue assunto o sua diluzione.
Assunzioni prolungate nel tempo di questo tipo di sangue possono provocare assuefazione. In questo caso il vampiro non cercherà altro tipo di vitae, e la privazione da questo potrà indurre nel vampiro la frenesia. Sarà inoltre più sensibile alla presenza dei mannari in quanto sua unica fonte di vitae elettiva.
Angeli: privi di sangue. Il bioplasma angelico porta con sè quegli stessi effetti dell`aura, di conseguenza, oltre ad esser fluido assolutamente non assimilabile dai Vampiri e per natura rifuggito, se accidentalmente ingerito provoca un diffuso ed acuto malessere anche per poche gocche, mentre quantità paragonabili ad un sorso provocano inevitabilmente il torpore del Vampiro
Demoni: Privi di sangue. Se venisse ingerito accidentalmente il loro necroplasma provocherebbe istantaneo rigetto.
Drow: La tossina contenuta nel sangue Drow non permette ad un vampiro di ricavarne nutrimento.
Elfi: il loro sangue che viene chiamato sangue elfico (termine comune) o linfa rossa (usato dagli elfi che tendono a sottolineare il loro rapporto con la natura), non è ne sangue umano ne linfa arborea, bensì un`evoluzione di entrambi che dopo essersi fusi insieme, hanno dato origine ad una nuova sostanza dopo millenni di mutazioni. Per le sue caratteristiche risulta non assimilabile dai vampiri.
Fate: Prive di sangue.
Effetti collaterali: nessuno
Folletti: il sangue dei folletti è velenoso per i Vampiri in quanto essi sono creature totalmente contro natura; la sua consistenza ed il suo sapore risultano inoltre repellenti per i Vampiri. Mordere un folletto è comunque impensabile, e potrebbe avvenire solo quando questo è di dimensioni abbastanza grandi. Le quantità ingerite, inoltre, sono sempre minime a causa delle piccole dimensioni dell'essere.
Solitamente a causa dell'alta tossicità (data dalla grande energia vitale) del sangue di folletto il vampiro accusa per una decina di minuti fortissimi spasmi e dolori all'altezza della sacca, al termine dei quali avrà bisogno di nutrirsi per purificare il proprio sangue.
Effetti collaterali:
In caso d'ingestione anche solo di poche gocce di sangue di folletto il vampiro può accusare inoltre i seguenti problemi (è il folletto a stabilire in gioco quale degli effetti avrà luogo):
- sarà preda di violente allucinazioni che per lui saranno perfettamente credibili e che durano per circa 10 minuti per ogni goccia ingerita. Le allucinazioni saranno sempre e comunque di carattere fortemente negativo e/o angoscianti
- odio viscerale verso la prima persona che vede, diversa dal folletto il cui sangue ha ingerito, e/o provare da parte di questa un forte senso di minaccia.Queste sensazioni dureranno per 5 minuti per ogni goccia di sangue ingerito.
Alte quantità di questo sangue possono portare al torpore il vampiro ma questo caso è veramente raro a causa delle piccole dimensioni dei folletti.
Gnomi: il loro sangue risulta assimilabile, ma poco nutriente e sgradevole.
Effetti collaterali: nessuno
Hobbit: il loro sangue risulta assimilabile, ma poco nutriente e sgradevole.
Effetti collaterali: nessuno
Kendot: il loro sangue risulta assimilabile, ma poco nutriente e sgradevole.
Effetti collaterali: nessuno
Mezzelfi: Il loro è un sangue particolare poichè derivato, ma presenta delle caratteristiche proprie: è un miscuglio derivante dalle razze progenitrici (umani, mannari, elfi, drow) stabilizzatosi col tempo, divenuto quindi unico.
Può essere assunto ma non risulta nutriente per vampiri.
Effetti collaterali: nessuno
Nani: Il sangue di un Nano è di un rosso molto scuro, e più denso del sangue umano. Ciò è dovuto all`alimentazione, alla differenza di pressione sanguigna nel più compatto organismo nanico, e all`elevato tasso di ferro disciolto in esso. Inoltre, rispetto al sangue umano, coagula in modo leggermente più rapido.
A causa delle sue caratteristiche risulta quindi poco appetibile per i vampiri, ma comunque assumibile.
Effetti collaterali: a parte il sapore disgustoso, nessuno.
ANATOMIA
Anatomia esterna
Testa: composta da cranio, capelli, occhi, orecchie, naso, bocca, collo.
Il volto ha dei lineamenti simili a quelli umani. I capelli per un certo periodo continuano a crescere, come avviene normalmente in un cadavere; una volta terminato tale processo di crescita, la lunghezza dei capelli rimarrà immutabile e qualora fossero tagliati ritornerebbero comunque della lunghezza raggiunta post morte.
Il più notevole mutamento che avviene nel vampiro dopo la morte è l`allungamento e l`aguzzarsi dei canini e il loro divenir retrattili. Con essi il vampiro è in grado di produrre fori da cui bere il sangue necessario per il proprio sostentamento. Essi si estendono completamente solo durante il Morso, per il resto del tempo rimangono nella propria sede all`interno delle cavità gengivali, grazie alla contrazione del tessuto elastico che si trova alla base del dente; in tal modo quindi i vampiri possono celare la propria vera natura, poiché la loro dentatura non presenterà differenze da quella umana. La facoltà di ritrarre i canini garantisce al vampiro la possibilità di articolare parole. Subito dopo aver bevuto il sangue il vampiro passa la propria lingua sui fori per evitare che l`umano muoia dissanguato, essa contiene infatti ghiandole che secernono un liquido in grado di cicatrizzare all`istante le ferite inflitte dai canini.
Tronco: composto da torace, addome, bacino, schiena.
Arti: composto da arti superiori (braccia e mani ) arti inferiori (anca, coscia, gamba, piede)
Aspetto: Antropomorfo
Peso: Varia tra i 30 e i 120kg; dopo l`Abbraccio ogni vampiro perde circa 10 kg rispetto al peso umano.
Altezza: Varia tra i 140 e i 200 cm.
Epidermide: Nei giorni successivi la morte del soggetto l`epidermide va assottigliandosi e la maggior parte degli annessi cutanei si atrofizzano (ghiandole sebacee, sudoripare, bulbi piliferi etc), ciò comporta che la pelle venga tesa maggiormente.
E` pressochè impossibile effettuare altre generalizzazioni, perchè le caratteristiche fisiche del Vampiro non possono prescindere da quelle dell`umano che era prima dell`abbraccio. Così, ad esempio, umani di razza bianca avranno colorazioni post-abbraccio dell`epidermide molto chiare, eburnee, mentre invece ciò sarà ovviamente impossibile per chi avesse avuto in vita colorazioni di epidermide diversa (vedi razze negroidi, asiatiche ecc).
Altrettanto impossibile è definire univocamente la corporatura dei non-morti; chi in vita sia stato esile vedrà accentuarsi questa sua caratteristica, mentre un umano provvisto di muscolatura possente, seppure la sua corporatura subirà il prevedibile calo di peso, diverrà un vampiro dalla stazza cospicua.
Anatomia interna
Sistema Nervoso:
formato da cervello, midollo spinale e terminazioni nervose, nella Non-vita diviene particolarmente attivo, tanto da permettere al vampiro, con semplici atti di volontà, di avere totale controllo del proprio corpo.
Il sistema nervoso potenziato regolamenterà, tra le altre cose, il processo di osmosi tramite il quale un vampiro controlla le proprie riserve di sangue. Vampiri particolarmente anziani saranno anche in grado di riattivare funzioni fisiche, ormai inutili nella Non-vita ma che potrebbero meglio celare la loro vera natura, semplicemente inviando i giusti impulsi alle terminazioni nervose assopite per il mancato utilizzo.La differenza di capacità esistente tra vampiri anziani e vampiri appena abbracciati è dovuta proprio alla maggiore e più affinata comprensione delle nuove funzioni del sistema nervoso da parte dei primi rispetto ai secondi.
Sensi:
Vista: Le capacità visive di un vampiro sono pari a quelle umane in presenza di luce. Nell`eventualità non ci sia luce, sia essa artificiale o naturale, il Vampiro riconoscerà perfettamente le figure presenti in una stanza buia, e all`aperto riuscirà a distinguere bene le figure entro un`area di circa 3 passi (=3 metri). Oltre tale soglia, distinguerà solo i contorni più familiari e i movimenti
Udito: Le capacità uditive di un vampiro sono pari a quelle umane.
Tatto: La percezione tattile di un vampiro è pari a quella umana.
Olfatto: E` più fino e affianca alla percezione degli odori tipica degli umani, la capacità di fiutare l`odore del sangue.
Gusto: Muta radicalmente per adattarsi alla nuova alimentazione; le papille gustative perderanno la capacità di discernere i sapori fondamentali, a favore di una maggiore e migliore degustazione delle varie componenti del sangue.
Sistema Cardio-Vascolare: Formato da cuore, arterie, vene e capillari. Le vene e le arterie risultano completamente vuote, i capillari si atrofizzano, il cuore è immoto e l`organismo del vampiro non è più in grado di produrre globuli rossi. Il cuore però diviene centro nevralgico del sistema nervoso, poiché, qualora venisse trafitto da un paletto del diametro di almeno 5 cm,il vampiro non sarà più in grado di compiere alcun movimento volontario e risulterà completamente paralizzato. L`unica azione ancora in grado di compiere è il rigenerare le ferite subite, sempre che le sue riserve di sangue glielo permettano.
All`interno del corpo del Vampiro il sangue si muove grazie ad un processo osmotico; in questo modo può essere inviato ad irrorare i muscoli senza dover usufruire del sistema venoso/arterioso.
Sistema Respiratorio: Formato da trachea, bronchi e polmoni. La trachea è inutilizzata ed i polmoni ed i bronchi sono generalmente atrofizzati, poiché l`ossigeno viene assimilato attraverso il sangue carpito dalle proprie vittime. Un vampiro eviterà quindi di cibarsi dalla giugulare, poiché il sangue giunto ormai alla fine del proprio percorso sarà ricco di impurità e carente d`ossigeno, ma preferirà invece farlo dalla carotide, punto in cui scorre il sangue più puro ed ossigenato. Vampiri particolarmente anziani sono in grado di riattivare, seppur temporaneamente, il sistema respiratorio; in tal modo il tronco del vampiro si gonfierà e sgonfierà ritmicamente ed il respiro verrà simulato, consentendogli di apparire umano, seppure a prezzo di una certa concentrazione che ai vampiri appena abbracciati risulta ardua da mantenere.
Apparato Digerente: analogo a quello umano, risulta però atrofizzato. Lo stomaco invece è espanso e muta per adattarsi meglio alla nuova alimentazione. Esso assumerà un colorito sanguigno e diverrà la sede delle riserve di sangue. Durante il processo di nutrimento, dopo aver praticato due fori alla vittima con i canini, ritrarrà questi ultimi, per poter bere il sangue direttamente dalle ferite prodotte. Il sangue affluirà quindi nello stomaco attraverso l`esofago. Il sangue così depositato verrà diffuso nel corpo tramite un processo di osmosi, che ne garantirà l`afflusso in qualsiasi punto sia necessario.
L'assunzione di qualsiasi altra sostanza al di fuori del sangue è possibile, ma non consigliabile, in quanto provoca una reazione quasi immediata di rigetto nel vampiro, stimata in un lasso di 2-3 minuti.
Essendo il sangue l`unico alimento dei Vampiri, questi hanno sviluppato un`acuita percezione nei confronti d`esso, il che permette loro di identificarlo ed identificare le altre razze a prescindere dalla forma in cui si presentino.
Apparato Muscolare: Analogo a quello umano, seppure l`abbraccio porti ad una parziale perdita dei fluidi naturali. Questo apparato subisce inoltre una mutazione tale da poter essere gestito in maniera eccezionale. Acquisisce forza, plasticità motoria e iper reattività che rendono il vampiro velocissimo in tutti i movimenti; grazie anche al sangue che può esser fatto affluire, selettivamente, in quantità maggiori laddove vi sia la necessità, gli arti possono essere resi temporaneamente più forti. Questa capacità è ovviamente più spiccata in vampiri anziani provvisti di un controllo del sangue più efficiente.
Apparato Osseo: Uguale a quello umano come forma ha però subito mutazioni plastiche notevoli. Le ossa forniscono gli attacchi a nuovi muscoli e a nuovi tendini, si irrobustiscono e diventano più flessibili, acquisendo tra l`altro una maggior resistenza alla rottura.
Apparato Riproduttore: Analogo a quello umano sia il maschile che il femminile. I vampiri sono totalmente sterili e non possono riprodursi. Durante il processo di trasformazione perdono dunque gran parte della sensibilità che si proverebbe durante l`atto di riproduzione; l`atto rimane possibile, una volta raggiunto un sufficiente controllo volontario, ma esso non sarà più necessario, né fornirà alcuno stimolo rilevante. Infatti l`estasi del Bacio (l`atto di mordere un umano) sostituisce tutte le altre necessità di ordine sessuale.